Inaugurazione Premio Ostana 2026

Continua  la XVIII edizione del “Premio Ostana – Scritture in Lingua Madre” con la giornata di sabato 27, che inizia fin dalla mattinata con importanti appuntamenti con i premiati del mondo.

Sabato 27

La mattinata è stata dedicata al Premio Minoranze linguistiche storiche in Italia Vincenzo Bruno (lingua arbëreshe) e al Premio Giovani Sripati Tudu (lingua santali)

Domenico Morelli

La prima presentazione “Alle radici della parola arbëreshe – Teatro e memoria di una comunità” è stata a cura di Domenico Morelli, che ha portato i saluti del premiato Vincenzo Bruno che purtroppo ha dovuto rinunciare a venire, nonostante avesse preparato un corposo intervento. Morelli lo ha prontamente sostituito, raccontanto con passione la storia della resistenza della cultura e della parola arbëreshe in Calabria, e il modo in cui Vincenzo Bruno custodisce e alimenta questa memoria, attraverso la sua attività di docente, scrittore, commediografo e operatore culturale.

A seguire Teresa Geninatti Chiolero ha presentato l’incontro “Decolonizzare la conoscenza – Un bambino santali non deve più scegliere tra conoscenze ancestrali e futuro”. Il Premio Giovani Sripati Tudu, emozionatissimo, ha illustrato con puntualità e passione la bellezza di questa antica lingua. 

Le nostre lingue possono sembrare diverse a un orecchio non allenato e i nostri alfabeti possono sembrare diversi agli occhi. Ma il battito del cuore dietro le nostre parole è identico. Sia il santali sia l’occitano sono sopravvisuti alle immense pressioni della storia, degli imperi e della globalizzazione perchè i nostri antenati hanno rifiutato di lasciare che le loro anime venissero messe a tacere. Sappiamo entrambi cosa significa mantenere viva la propria lingua attraverso i cortili di famiglia, la poesia orale e la fedeltà quotidiana, anche quando il mondo mainstream ci spinge ai margini.

Sripati Tudu con Teresa Geninatti Chiolero

A seguito del pranzo en convivencia, il pomeriggio è stato introdotto dal Collettivo Premio Ostana a cui è seguito l’incontro con Gianfranco Contri che ha curato una lectio magistralis dedicata alla lingua faroese e alla sua storia linguistica.

Gianfranco Contri si definisce “un infatuato del nord”. Come molti marinai, avventurieri, solitari, ha cercato la sua Ultima Thule e l’ha trovata qui, alle Fær Øer. Le ha amate tanto, le “isole delle pecore” – questo il significato del nome – da restarci dieci anni, impararne la lingua e scrivere il primo dizionario italiano-faroese.

(Dal MigrEr)

“Le fiabe faroesi – Dall’epoca delle saghe alla tradizione moderna” hanno poi introdotto il Premio Traduzione Luca Taglianetti che ha portato per la prima volta in Italia la traduzione delle leggende norvegesi di P. Chr. Asbjørnsen (2020) e di Andreas Faye (2014), mantenendo intatto lo spirito originario dei testi, preservandone il ritmo, le immagini e la naturalezza.

Successivamente il Premio Internazionalle André Robèr si è generosamente raccontato a noi nel suo intervento dal titolo “Li la désot la mèr pou rofé la tèr – Ha lasciato il suo paese per reinventare il mondo” Poeta, artista visivo ed editore originario dell’isola della Réunion, impegnato nella valorizzazione della lingua e della cultura creola, Robèr è un artista davvero poliedrico e che ha operato a tantissimi livelli. Militante libertario, ha dedicato la sua attività artistica ed editoriale alla difesa delle lingue minoritarie, della pluralità culturale e dei popoli oppressi. Con la sua opera ha dato visibilità internazionale alla poesia della Réunion, promuovendo il dialogo tra culture e la libertà di espressione.

 

Luca Taglianetti e Gianfranco Contri
André Robèr 1

La giornata si è conclusa con il canonico appuntamento del Sabato sera a Ostana: la musica!

Il Premio Musica Juan Mari Beltrán Argiñena è arrivato insieme a Fernando e Julio dai Paesi Baschi in macchina, portando con loro tantissimi strumenti diversi per accompagnarci in una visita nei suoni antichi della loro terra. Txalaparta, Tronpa, Alboka… fino alle ghironde e alle cornamuse. Non c’è strumento basco che sfugga alle conoscenze di Juan Mari Beltrán Argiñena. Li suona con passione e li conserva nel suo Centro di documentazione Soinuenea, Herri Musikaren Txokoa, situato a Oiartzun. A chi gli chiede cosa ne pensa della musica tradizionale basca, risponde che ciò che ama “è inventare, sperimentare, trovare qualcosa di nuovo. Vivere, insieme alla musica.”

 

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Mano Khalil (2)
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Inaugurazione Premio Ostana 2026

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