Juan Mari Beltrán Argiñena_Premio Musica 2026

Sabato 27 giugno 2026
ore 21:00

L’uccello del monte Orhi vive in pace a Orhi

Conversazione con

Juan Mari Beltrán Argiñena, Premio Musica

A cura di: Flavio Giacchero

lingua basca

Biografia

Nato a Donostia nel 1947, è musicista, compositore, strumentista, ricercatore e insegnante di musica.
Fin da giovanissimo si è dedicato alla musica. All’età di 11 anni suonava il clarinetto nella banda municipale di Etxarri Aranatz e il txistu nel gruppo dei txistularis e a 16 anni faceva parte del gruppo Argia. In quel periodo ha potuto imparare, tra gli altri, dai txalapartaris Miguel e Pello Zuaznabar e Ramon e Asentsio Goikoetxea, dagli albokaris Patxi Gorrotxategi, Leon Bilbao e Txilibrin, txistularis Isidro Ansorena, Maurizio Elizalde e dai vecchi dulzaineros di Gipuzkoa in una pratica che da allora è diventata una tecnica generale del suo lavoro: la ricerca e lo studio della musica, dei musicisti e degli strumenti.

Dal 1999 si esibisce da solista, in duo, trio e sestetto, sempre con il nome Juan Mari Beltrán. Nel 2002 registra e pubblica il disco Arditurri. Nel 2004 si occupa della musica dello spettacolo di danza per Tantaka-Kukai 1937, Gogoaren bidezidorretatik. Nel 2006 pubblica Orhiko xoria, il secondo album a suo nome. Nel 2007 pubblica insieme ai fratelli Astiasaran il CD intitolato Amasatik Arratera, nel 2008 Mendukiloko hotsak, nel 2009 Txalaparta, nel 2012 Xiroluarrua, nel 2014 Hots-larretan, nel 2015 Ernioko magalean e nel 2019 Kostaldeko soinuak.
Nel campo della raccolta e della ricerca ha pubblicato diversi lavori su Eusko Ikaskuntza, Cuadernos de Etnología y Etnografía de Navarra, Txistulari, Eufonía, ecc. Questi lavori trattano di strumenti musicali, danze-giochi e musica popolare. Ha anche pubblicato il disco e il film Euskal Herriko Soinu-tresnak con IZ, il video Oiartzungo hotsak con il Comune di Oiartzun e il CDROM Euskal Herriko Soinu-tresnak con Elhuyar, tutte pubblicazioni sulla musica popolare basca considerate di grande importanza in questi supporti. Tra gli altri scritti ha pubblicato i seguenti libri: Soinutresnak euskal herri musikan, San Telmo Museoko soinu eta hots tresnak, Dultzaina Gipuzkoan-La dulzaina en Gipuzkoa, Txalaparta, antecedentes y variantes, Herri Musikaren Txokoa en Oiartzun, Txalaparta, Xirolarrua, Alboka. Inguru folklorikotik eskolara.

Nel campo della pedagogia, ha lavorato come insegnante di musica nella scuola primaria e dal 1985 tiene corsi di txistu, alboka, dulzaina e txalaparta presso la Scuola Pubblica di Musica Hernani. Tiene corsi, conferenze e concerti didattici presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università dei Paesi Baschi, istituti, conservatori e scuole di musica, ikastolas. Come txalapartari e insegnante di txalaparta, nel 2007 ha pubblicato TTAKUN 2.1, un programma informatico per la scrittura di brani per txalaparta, in formato CD-ROM per l’uso nelle scuole di txalaparta, realizzato con l’aiuto dell’informatico Andres Doñate. Nel 2014 ha preparato la nuova versione TTAKUN 3.0 insieme all’informatico Gorka Montero.
Attualmente dirige il centro di documentazione Soinuenea, Herri Musikaren Txokoa, situato a Oiartzun, che ha organizzato in collaborazione con il Comune della città con gli archivi di musica popolare che ha raccolto nel corso della sua vita (strumenti musicali, biblioteca, fonoteca e archivio di immagini, fotografie e filmati) e che ha aperto le sue porte al pubblico il 1° marzo 2002.

Motivazione Premio

L’uccello del monte Orhi vive in pace a Orhi.

Si tratta di un frammento di un’antica canzone pirenaica che descrive poeticamente il legame e l’amore di ogni essere vivente per la propria terra, canto che è stato fonte d’ispirazione per la creazione di una nuova melodia per cornamusa di Juan Mari Beltrán.

Juan Mari Beltrán inizia il suo percorso musicale da bambino. Un percorso che segnerà la sua vita futura e che traccerà passione e professione. Da quel primo incontro Juan Mari Beltrán conosce due mondi, due culture: la banda musicale, il suono delle istituzioni e la musica popolare, il suono della tradizione di cultura orale. Si forma dunque, già dagli albori, con un intreccio di culture e questa esperienza sarà alla base di un processo conoscitivo e creativo che lo porterà ad avere un approccio trasversale e profondo nei suoi studi e nella percezione del reale. Juan Mari Beltrán è una figura poliedrica: ricercatore, compositore, musicista, insegnante specializzato in musica popolare, animatore culturale, fondatore e ideatore del Centro di Documentazione e Museo della Musica Popolare “Herri Musikaren Txokoa”, dove è conservata tra l’altro la sua collezione di strumenti musicali e il suo archivio. Ha progettato un programma informatico (ttakun) per l’insegnamento della musica tradizionale in lingua basca, consapevole di come la musica tradizionale abbia un legame diretto con l’uso della lingua di appartenenza e dell’importanza, quanto fragilità, del connubio tra lingua madre e musica. In tutto questo è stato, ed è, un promotore della propria lingua basca, sostenitore della biodiversità linguistica e culturale.

Ma Juan Mari Beltrán va oltre e alla domanda di cosa più lo affascina del mondo popolare risponde: “il suo modo di vivere e svilupparsi a partire dal rapporto con l’ambiente e l’adattamento delle manifestazioni e delle espressioni culturali alle sue caratteristiche sociali, geografiche, climatiche”. Un pensiero ecologico più che mai urgente in questi anni. In tale contesto Juan Mari Beltrán ha indagato, studiato e salvaguardato anche i giochi sonori, i canti che accompagnano giochi infantili, i paesaggi sonori, considerandoli strumenti didattici utili nell’avvicinamento alla musica. Il rapporto in gioventù con il grande scultore e artista Jorge Oteiza ha contribuito indubbiamente a comprendere i valori della musica tradizionale, trovando in essa una freschezza, una libertà, una vivacità che non ha eguali e portandolo a comprendere quanto nella musica tradizionale sia vicino alla musica d’avanguardia. Ancora mondi e culture che si intrecciano e ancora in una dimensione di comprensione delle cose trasversale, olistica. Per ultimo, ma non in ottica di una scala di valori, una questione oltremodo importante in una contemporaneità egocentrica e individualista: l’empatia. Juan Mari Beltrán dichiara di cercare sempre di trasmettere l’emozione che la musica che ha raccolto e interpretato suscita in lui, la trasmissione dell’emozione è comunicazione, profonda, umana, universale. Ora, in questo ambito tra il micro di una propria tradizione e il macro della globalità, nella perseveranza di una vita dedicata alla propria cultura linguistica e musicale, nell’essere riuscito a trasmettere insegnamenti, valori immateriali e materiali, nell’essere diventato guida e riferimento e di aver contribuito a far conoscere la cultura basca nel mondo, si conferisce a Juan Mari Beltrán il Premio musica 2026 con gratitudine e ammirazione.

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