Inaugurazione Premio Ostana 2026

Dal 26 al 28 giugno 2026 torna la XVIII edizione del “Premio Ostana – Scritture in Lingua Madre” che porta i margini al centro e vive la biodiversità linguistica come pratica libera e concreta.

I tre giorni del Premio hanno riunito gli otto premiati in un contesto di confronto e condivisione, nel segno della convivencia che caratterizza il Premio Ostana. Incontri culturali, concerti e presentazioni letterarie hanno scandito un programma ricco e partecipato, trasformando il borgo di Ostana in uno spazio di dialogo tra lingue e culture.

Un appuntamento che, nel cuore delle valli occitane, rinnova l’impegno per la tutela e la valorizzazione delle lingue minoritarie e della diversità linguistica.

Venerdì 26

Quest’anno, oltre ai tre giorni consueti, il Premio ha avviato una nuova tradizione: una giornata di avvicinamento tenutasi il giovedì precedente, con due incontri dedicati alle sfide che le lingue minoritarie affrontano oggi: il lungo percorso dei diritti linguistici in Italia e le opportunità — e i rischi — dell’intelligenza artificiale per le lingue meno diffuse, con Domenico Morelli (a cura di Fredo Valla) e Carlo Zoli di Smallcodes. Durante la serata si è poi tenuto il Ballo occitano inaugurale del Premio Ostana con Aire d’Ostana.

La giornata di venerdì 26 giugno ha dato il via al festival, alla presenza del sindaco di Ostana, Giacomo Lombardo e la direttrice artistica del Premio Ostana, Ines Cavalcanti. Insieme, hanno ricordato il valore del motto di quest’anno, “Es sus la talvèra qu’es la libertat”. Se la talvèra  indica il margine del campo, l la striscia di terra che non viene arata per consentire all’aratro di poter fare manovra, allora è questo lo spazio di passaggio, la soglia fra l’ordinato e il selvatico, il margine in cui può esserci la libertà di essere.

L’inaugurazione è stata anche momento importante per ripercorrere la nascita della canzone motto di quest’anno che segue la frase guida, composta dal Collettivo Ostana (Flavio Giacchero, Marzia Rey, Luca Pellegrino, Paola Bertello) e raffigurata da Eliana Barbera e Luca Percivalle.

saluti autorità Premio ostana 2025

Il Premio Lingua Occitana Jean-Frédéric Brun ha dato il via ai tre giorni di conferenza e dibattiti, iflettendo anche sul lavoro di integrazione nel Pen Club occitano, di cui Brun è presidente dal 2007, e che ha permesso alla lingua d’oc di essere riconosciuta come una fra le grandi culture del mondo.

La prima serata è stata poi all’insegna del cinema: Antonello Zanda ha moderato l’incontro, presentando anche il Babel Film Festival, che ogni anno rinnova la sua collaborazione con il Premio Ostana. La partnership si concretizza in uno scambio reciproco: una giuria selezionata del Premio Ostana assegna un riconoscimento durante il Babel Film Festival, mentre il Babel Film Festival sceglie il Premio Cinema dell’anno, che viene poi presentato nell’ambito del Premio Ostana. La serata si è aperta con la presentazione del cortometraggio vincitore del Premio Ostana alla nona edizione del Babel Film Festival.: “Si seus accappiaus” di Simone Paderi,

A seguire, abbiamo incontrato il Premio Cinema 2026 Dorino Minigutti, regista friulano del film “Si Vîf – Une vite di musicant” che sublima la storia di un musicista su temi universali. “Nei suoi lavori il territorio non è semplice sfondo locale, ma radice di un percorso culturale che tocca il rapporto vivo tra lingua e terra. Le persone, le storie e le comunità vivono “per la” e “nella” lingua che è strumento naturale di espressione, senza retorica o deriva folkloristica. La sua opera mostra come l’uso di una lingua minoritaria nel cinema possa uscire dall’intento nostalgico e diventare nodo attuale e consapevole del mondo reale e del suo racconto, del suo essere “alle spalle” e “all’orizzonte” della nostra storia (ad un tempo personale e collettiva).”

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Inaugurazione Premio Ostana 2026

Così si è conclusa la serata inaugurale del Premio Ostana, primo momento di incontro e condivisione di un’edizione che, quest’anno compie 18 anni (e diventa maggiorenne!) e mette come sempre al centro la ricchezza delle lingue madri, della cultura e del dialogo tra le comunità.

 

Foto: Fabio Ferrero

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