Online l’intervista completa a Éamon Ó Ciosáin, Premio Traduzione Ostana 2025, svolta da Andrea Fantino.
Éamon Ó Ciosáin nel 1981-82 ha vissuto e ha insegnato all’università di Rennes, in Bretagna. Appreso il bretone, ha voluto tradurre un grande corpus di poesie in lingua irlandese proprio in bretone. Poesie di cui non era presente neanche la traduzione in francese, figuriamoci in bretone. Successivamente ha tradotto le poesie di un poeta bretone contemporaneo, Herve Seubil gKernaudour, in gaelico. “La poesia ha una magia riguardo alla musicalità della lingua, è nella poesia che si trova la musicalità di una lingua”, dice. Come dargli torto? Non è un caso che i grandi appassionati di lingua e letteratura e traduzione finiscano per occuparsi principalmente delle poesie, si veda per esempio anche il caso del nostro Peyre Anghilante che in cerca di questa musicalità è arrivato a tradurre dall’inglese all’occitano 431 poesie di Emily Dickinson.
Il Premio Traduzione lavora con le parole e con le lingue che ama perché, innanzitutto, ha a cuore la biodiversità: “La diversità linguistica è minacciata in un modo simile alla natura. Qual è il futuro di queste lingue? È difficile da dire […] Le lingue sono minacciate dai cambiamenti tecnologici che impongono l’inglese sotto molti aspetti a scapito di lingue in tutto il mondo. Affinché queste lingue prosperino bisogna organizzarsi e fondare movimenti e attività per ampliare il campo di queste lingue”. Il Premio Ostana, giunto alla sua XVII edizione, continua a lavorare in quella direzione. E lo fa grazie ad autori e personaggi come Éamon Ó Ciosáin, capaci di sembrare uomini tutti d’un pezzo per poi lasciarsi coinvolgere dal Collettivo artistico del Premio Ostana nell’esecuzione di uno dei tanti canti d’orgoglio irlandese.
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