Online l’intervista completa a Mano Khalil, Premio Cinema Ostana 2025, svolta da Andrea Fantino.

 

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L’intervista realizzata da Andrea Fantino con l’aiuto di Gigi Ubaudi è un’intervista in cui il regista curdo Mano Khalil non si risparmia, e con generosità condivide il suo pensiero artistico, politico, sociale, dove ogni elemento è coerente con tutto il resto: “Non combatto con le armi. Espongo l’ingiustizia. Attraverso l’arte, rivelo ciò che il potere nasconde. Non dico ai nemici del popolo curdo che sono assassini e dittatori, ma tocco i cuori del pubblico, affinché capiscano quanto ingiusto sia questo paese verso il popolo curdo”.

Nato in Siria, dopo gli studi di cinema in Cecoslovacchia è andato a vivere in Svizzera e non è più tornato indietro. Non è facile produrre film curdi in Svizzera, chi parla la lingua curda non ha un ente statale a cui fare riferimento: “Come regista curdo, affronto molti ostacoli. Nessuno Stato. Nessun ministero della cultura. Nessuna ambasciata curda a proteggermi”. Se è vero che il cinema curdo è uno tra i più importanti tra le produzioni cinematografiche delle lingue minoritarie in tutto il mondo, è altrettanto vero che lo sforzo è gigantesco e non va dimenticato: “Per noi, come popolo senza un paese libero, è estremamente difficile. Dobbiamo usare dieci volte più energia di un regista in un paese libero. Lo sforzo di cui ho bisogno per finanziare un film curdo è dieci volte maggiore di quello di chi vive liberamente”. Solo se si pensa a questo sforzo è possibile apprezzare ancora di più la cinematografia di Mano Khalil. Un’idea cinematografica non è mai solo un’idea cinematografica e basta. 

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Bisogna lottare per dare spazio alla propria lingua, alla propria cultura, e forse lo si può fare solo se si ha un rispetto e una considerazione ideale e altissima della “settima arte”: “Per me, il cinema è una rivoluzione. Un film può cambiare la storia e la mente dei popoli. Il cinema ha plasmato l’ultimo secolo. Il cinema ha plasmato il mondo, direi. Ecco perché i miei film sono stati vietati molte volte”. La censura non ha pietà. I quattro paesi in cui il popolo curdo abita (Turchia, Iran, Iraq, Siria) in modi diversi hanno perseguitato la lingua curda e i suo parlanti. Oggi possono essere considerati quattro autocrazie e dittature: l’unico paese in cui la lingua curda è ufficiale, al fianco dell’arabo, è l’Iraq. I curdi del sud si sono sollevati contro il regime baathista di Saddam Hussein e hanno pagato con migliaia di vite. A essersi liberati da un potere oppressivo sono stati anche i curdi del Rojava, in Siria, che hanno svolto un ruolo importante nella lotta contro l’ISIS e hanno di fatto liberato la propria terra, “hanno preso il loro destino nelle loro mani”, dice Mano, “L’esistenza del Rojava è una grande prova. È quasi incredibile. Potevamo solo sognare che una cosa del genere potesse diventare realtà. Questa è una nuova situazione in questi paesi che sono da lungo tempo luoghi di oppressione in Medio Oriente. I curdi hanno costruito un’oasi, un giardino di libertà. Potrei immaginarlo come costruire un’oasi nel mezzo di un enorme deserto, dove nulla cresce e nulla ha la possibilità di fiorire”.

Il Premio Cinema 2025 pensa al confederalismo democratico come ad una vera propria oasi in mezzo al deserto. Così è anche il cinema di Mano Khalil: un’oasi, un giardino di libertà, uno spazio sicuro, dove vivono dignità, rispetto e convivenza, dove la diversità è un valore, dove l’umanità ci avvicina, dove l’amore è di casa. Dove ci si può alzare in piedi di fronte ad un’ingiustizia “senza mai perdere la tenerezza”, con le armi dell’arte e del pensiero, perché, di fronte all’oscurità di ogni forma di fascismo, in fondo tutti quanti abbiamo un solo e unico desiderio: “Vogliamo vivere una vita a colori insieme”, dice Mano. Tra i colori possiamo scegliere il verde, il rosso e il giallo. Sono i colori della bandiera curda, che hanno sventolato in Rojava di fronte alla nera bandiera dell’ISIS.

 

Guarda qui l’intervista completa:

Video: Andrea Fantino
Foto: Fabio Ferrero
Collettivo Artistico Premio Ostana: Paola Bertello, Flavio Giacchero, Luca Pellegrino, Marzia Rey