Aprono la XVIII edizione del Premio Ostana due incontri dedicati alle sfide che le lingue minoritarie affrontano oggi: il lungo percorso dei diritti linguistici in Italia e le opportunità — e i rischi — dell’intelligenza artificiale per le lingue meno diffuse. Gli incontri sono stati seguiti anche online, in diretta streaming in collaborazione con Radio RBE.

Il pomeriggio è cominciato con l’inaugurazione della Maison des lengas: una casa comune per le lingue del mondo. La Maison des lengas è stata ricavata dall’Antica Casa Bovero, edificio storico della borgata Miribrart, ai piedi del Monviso grazie ai fondi PNRR che Carlo Zoli, fondatore di Smallcodes, ha utilizzato per ridare vita a questa nuova residenza “per artisti, scrittori, linguisti e ricercatori che desiderino soggiornare a Ostana, lavorare in concentrazione e creare reti con altre realtà linguistiche minoritarie del mondo. All’interno sono a disposizione una camera matrimoniale e una camera singola, entrambe con bagno privato, oltre all’uso della cucina e ai terrazzi per godere del paesaggio alpino.

Domenico Morelli e Fredo Valla si sono ritrovati al suo interno per ripercorrere una “Breve storia dei diritti linguistici in Italia: dall’art. 6 alla legge 482/99”, nata a seguito di importanti riflessioni sulla diversità linguistica e sulla necessità di tutela della lingua con apposite norme sulle minoranze linguistiche. Questa legge permette non solo di preservare l’identità storica e linguistica della lingua toccando temi folklorici, ma di guardare al futuro, alle nuove generazioni e alla trasmissione delle lingue locali in maniera utile e non semplicemente folkloristica.Ciò nonostante emergono ancora alcune contraddizioni, legate all’incapacità di rappresentanza delle istanze e degli interessi delle piccole minoranze e quindi a una differenza tra istanze linguistiche più forti e quelle invece meno parlate o localmente più difficili da raggiungere.

Le lingue si salvano facendo in modo che la gente non vada via. Resti. Si evolva. Abbia la possibilità di vivere in questi luoghi

Domenico Morelli

Domenico Morelli e Fredo Valla

Domenico Morelli e Fredo Valla

 

A seguire, Carlo Zoli (Smallcodes) ha avviato una riflessione sul modo in cui l’intelligenza artificiale si interfaccia con le lingue meno diffuse. La riflessione parte dal fatto che lo spazio occupato dalle grandi lingue internazionali è molto diverso dallo spazio occupato dalle lingue presenti su internet. C’è tutto un mondo di lingue “a bassa dotazione digitale”. I sistemi digitali non conoscono prestigio linguistico,  e questo rende ogni lingua sfruttabile per un’intelligenza artificiale. L’intelligenza artificiale cambia le regole: agli occhi di un modello linguistico ogni sistema ha pari dignità, e ciò che conta non è il peso della tradizione accademica ma la disponibilità di un corpus testuale. È su questo fronte che lavora Smallcodes: non salvare reperti del passato, ma proiettare comunità vive nel futuro tecnologico. L’IA, suggerisce Zoli, potrebbe essere la prima tecnologia della storia a trattare davvero le lingue minoritarie al pari delle grandi lingue nazionali.

Carlo Zoli

Dopo una merenda sinoira consumata tutta insieme, la serata è stata occasione per un ritorno importante per il gruppo locale “Aire d’Ostana” che ha fatto ballare i partecipanti a suon di musiche tradizionali occitane. Una serata partecipata all’insegna della convivencia, dello stare insieme, della riscoperta delle lingue e del modo in cui praticarle (e ballarle!).

Vi aspettiamo oggi venerdì 26 giugno alle ore 16:00 per l’inaugurazione del Premio Ostana.

Inaugurazione alla presenza delle autorità

Es sus la talvèra qu’es la libertat, proiezione del video di L. Percivalle, E. Barbera. Canto dedicato al Premio Ostana.

A cura del Collettivo artistico Premio Ostana

P. Bertello, F. Giacchero, L. Pellegrino, M. Rey