Un canto, un video, un gruppo di lavoro per il Premio Ostana 2026

In occasione del Premio Ostana 2026 (25–28 giugno), prende forma anche quest’anno il progetto artistico che accompagna il tema dell’edizione: un canto originale e un videoclip pensati come filo conduttore del festival.
l brano nasce a partire dal motto dell’edizione 2026, “Es sus la talvèra qu’es la libertat” (“La libertà sta sul margine, sul confine”), primo verso della poesia La talvèra di Joan Bodon, figura centrale della letteratura occitana del Novecento.
Un testo che nel tempo è diventato simbolo della cultura occitana e di una riflessione più ampia sulla libertà, intesa come spazio di passaggio, relazione e possibilità. La poesia ha attraversato anche la dimensione musicale, ispirando diversi artisti e contribuendo a mantenere vivo un immaginario condiviso.
Su questo patrimonio si inserisce la nuova composizione del Collettivo artistico Premio Ostana, ideata da Flavio Giacchero. Il brano è costruito sulla metrica del testo poetico e prende forma come una ballata ampia e circolare, ispirata a un tempo di beguine, in cui si intrecciano elementi della tradizione orale e linguaggi contemporanei.

La scrittura musicale valorizza la parola e le voci, pensate come spazio di incontro tra identità differenti. Il progetto, concepito per più interpreti, riflette il tema della biodiversità culturale e linguistica, restituendo l’idea di un’identità in relazione e in continua trasformazione.

Il video

Il progetto è accompagnato da un video originale ideato da Luca Percivalle, con il contributo grafico di Eliana Barbera. Il lavoro unisce tecniche manuali e animazione digitale, a partire da disegni realizzati a mano e ispirati alle immagini della poesia.

Elementi naturali, simboli e ciclicità del tempo diventano protagonisti di un racconto visivo che riflette il significato del testo: una libertà che nasce ai margini, cresce e si trasforma.

Il testo del canto

La talvèra

Es sus la talvèra qu’es la libertat,
La mòrt que t’espèra garda la vertat.
Cal sègre l’orièra, lo cròs del valat,
Grana la misèria quand florís lo blat…
Es sus la talvèra qu’es la libertat.
Per passar l’encisa te revires pas:
D’autan o de bisa pren lo vent sul nas,
Una pèira lisa, l’avenc es al ras
Ont la sèrp anisa se fondrà lo glaç.
Per passar l’encisa te revires pas.
Estelas sens luna ne veirem la fin:
Ne perdrem pas una, cercam lo camin.
Lo cèl tot s’engruna del ser al matin,
La bèstia feruna pudís lo canin…
Estelas sens luna ne veirem la fin.
Fraire contra fraire tiram lo cotèl:
Enfant de ta maire que val la tia pèl?
La mia val pas gaire: un espet de fèl.
Quin aucèl becaire nos picarà l’uèlh?
Fraire contra fraire tiram lo cotèl.
Es sus la talvèra qu’es la libertat.
D’orièira en orièira pòrta la vertat.
La vida t’espèra de cròs en valat:
Bolís la misèria quand grana lo blat.
Es sus la talvèra qu’es la libertat…

Jean Bodon

Il margine

La libertà sta sul margine.
La morte che ti aspetta ha in sé la verità.
Segui il tratturo, il pendio della fossa,
La miseria granisce quando fiorisce il grano.
La libertà sta sul margine…
Per passare la faglia non ti voltare indietro:
Altano o tramontana prendi il vento sul naso,
Una pietra liscia, il baratro è qui a raso
Il ghiaccio si scioglie dove la serpe ha il covo.
Per passare la faglia non ti voltare indietro.
Stelle senza fine ne vedremo la fine:
Non ne perdiamo una, cerchiamo il cammino.
Tutto il cielo si sgrana dalla sera al mattino,
La bestia selvatica manda odore ferino…
Stelle senza luna ne vedremo la fine.
Fratello contro fratello tira fuori la lama:
Figlio di tua madre, che vale la tua pelle?
La mia non vale molto: uno sputo di fiele.
Quale uccello beccuto ci forerà le orbite?
Fratello contro fratello tira fuori la lama.
La libertà sta sul margine.
Di tratturo in tratturo porta la verità.
La vita ti aspetta dal pendio nella fossa:
La miseria fermenta quando granisce il grano.
La libertà sta sul margine.

(Traduzione di Fausta Garavini)

CREDITS

Testo: Joan Bodon (Jean Boudou)
Musica: Flavio Giacchero

Collettivo Premio Ostana:
Paola Bertello, voce
Flavio Giacchero, sax soprano
Luca Pellegrino, voce e fisarmonica
Marzia Rey, voce e violino

Con la partecipazione dei musicisti di tradizione orale di Cantoira, Valli di Lanzo (TO):
Alessandro Rudà, basso tuba
Alessio Losero, trombone
Daniel Massa, trombone
Un ringraziamento per la disponibilità e collaborazione a Bruno Genotti e Alessandro Rolando.

Registrazione, mix e mastering: Enrico Arnolfo, Kalakuta ReCpublic Studio

Un video di Luca Percivalle

Disegni di Eliana Barbera

Sfondi estratti da pennellate di
Enrico Colombotto Rosso

Una produzione Chambra d’Oc / Premio Ostana 2026