Il Premio minoranze linguistiche storiche in Italia 2025 Francesca Sammartino ricorda a tutti che la promozione di una lingua madre è anche una questione di mimesi.

Era il 1969 quando il professore Philip Zimbardo realizzò un esperimento di psicologia sociale per conto dell’Università di Stanford. Due automobili identiche, della stessa marca, modello e colore vennero abbandonate in strada, entrambe senza targhe e con il cofano alzato. Una venne lasciata nel Bronx, un quartiere di New York che negli anni è diventato il quartiere povero e pericoloso per eccellenza (ora si dice che sia più sicuro ma l’immaginario creato dal cinema statunitense è duro a morire e anche qui in Italia il termine Bronx è sinonimo di criminalità e conflittualità). L’altra fu abbandonata a Palo Alto, centro della Silicon Valley, una città ricca e tranquilla, a 50 km da San Francisco. L’automobile abbandonata nel Bronx cominciò ad essere smantellata in poche ore, perdendo le ruote, il motore, gli specchietti, e così via: tutto quello che poteva essere utilizzato venne rubato, il resto venne distrutto. Nel giro di una settimana l’auto era demolita, mentre quella in Palo Alto era ancora intatta. I ricercatori decisero allora di rompere un vetro dell’auto parcheggiata nella cittadina californiana. In breve tempo furti, saccheggi e vandalismo ridussero l’auto nelle stesse condizioni di quella parcheggiata nel Bronx. Quell’esperimento ha dato vita (insieme ad altre ricerche) alla cosiddetta “Teoria delle finestre rotte”: piccoli segni di disordine in aree urbane (finestre rotte, sporcizia, vandalismi) trasmettono l’idea che nessuno si prenda cura del luogo, favorendo comportamenti antisociali e criminali più gravi. 

La “Broken Windows Theory” negli anni fu criticata e messa in discussione, perché non sempre il disordine genera violenza… ma ovviamente ciò non le ha impedito di tornarmi in mente quando nella scorsa edizione del Premio Ostana Mariona Miret ha intervistato Francesca Sammartino, il Premio minoranze linguistiche storiche in Italia. Molisana, cresciuta a Montemitro in una famiglia attiva nella promozione e salvaguardia della lingua e della cultura croato-molisana, oggi è dottoranda in Linguistica presso il Dipartimento di Linguistica della Facoltà di Lettere e Filosofia di Zagabria. Giovanissima, ha portato avanti i lavori e l’attivismo dei genitori (Agostina Piccoli e Antonio Sammartino), diventando un riferimento per tutto il suo territorio e la sua lingua (lingua che lì si chiama na-našo) con progetti come la web-radio in na-našo “Čujemo se” e il gruppo musicale KroaTarantata.

 

Francesca Sammartino

500 anni fa in Molise sono arrivati dei croati dalla Dalmazia, quella regione che a Montemitro, ad Acquaviva Collecroce e a San Felice del Molise chiamano “dall’altra parte del mare”. Oggi il croato molisano è parlato da 1000 persone circa, ma la vitalità è intensa e le nuove generazioni sono protagoniste di un interesse e di un amore verso la lingua notevole, sorprendente. L’idea, dice Francesca nell’intervista che potrete vedere nel link qui sotto, è di “mantenere viva la nostra parola”, anche la parola scritta. Antonio Sammartino in uno scritto ricordava che vale la pena essere attivi e promuovere la propria lingua, anche se questa un giorno non si parlerà più, verrà persa: quel giorno, scriveva il padre di Francesca, Qualcosa di noi sarà rimasto. È importante proiettarsi nel futuro e immaginarlo, coltivando anche dei sogni. Dando spazio ai sogni. Oggi Montemitro, dice la nostra premiata, “è Paese della poesia, perché abbiamo tanti poeti, 58 poeti, veramente tanti per un paese che ha 200 abitanti. Perché? Perché qualcuno ha iniziato a scrivere, e qualcun altro lo ha seguito. Non è una cosa che si fa solo quando si è da soli, ma è una cosa che si fa anche quando si è insieme, magari al bar, mentre si beve qualcosa”.

Francesca Sammartino
Premio Ostana 2025 Estelle Ceccarini

Guarda qui l’intervista completa:

Video: Andrea Fantino
Foto: Fabio Ferrero
Collettivo Artistico Premio Ostana: Paola Bertello, Flavio Giacchero, Luca Pellegrino, Marzia Rey